Iniziamo questa rubrica con una poesia: Ipotesi private. 3 di Marco Gatto.
Tra settenari ed endecasillabi, come nella migliore tradizione poetica italiana, si scioglie il pensiero dell’autore e l’io narrante riflesso nell’iride del compagno si staglia autobiografico sullo sfondo di riferimenti culturali cifrati abbastanza da rendersi irresistibili.
Il tre volte grande Hermes della classicità greco-egiziana spia di sottecchi e ispira l’atteggiamento dell’interlocutore col suo tono inquisitorio così sgradito al tribunale letterario.
Alla domanda una risposta, un debutto dagli echi nichilisti, una parola, «Nulla», ed il nientificante confondersi di una contemporaneità ricchissima, frammentaria con i suoi «giri malevoli» d’inganno, col suo credito di «perdono», ancora a perdere.
Antonietta De Luca
Ipotesi private. 3
– Tu, compagno – mi apostrofa
con un occhio da Ermete Trismegisto
che luccica sapienza – tu, nostromo
di naufragi senza quiete e di crismi
infedeli, cos’hai da dichiarare?
Nulla che tu non sappia: questi giri
della Storia malevoli mi hanno
accecato, tra sbuffi scoppi cenere
madida di riscatto altri verranno
a chiedere perdono
per una porta chiusa.
Marco Gatto
Chi è
Ventun anni e già laureato, Marco Gatto si occupa di critica letteraria e teoria della letteratura; è caporedattore di Rnotes e redattore di www.scriptamanent.net, riviste entrambe edite dalla Rubbettino editore.
Poeta, è già presente in numerose antologie di letteratura contemporanea; sul finire del 2004 Silvio Ramat gli ha conferito il Premio del Presidente al Concorso nazionale di poesia "Città di Corciano".
(direfarescrivere, anno I, n. 1, dicembre 2005)
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