Anno XXI, n. 230
aprile 2025
 
La cultura, probabilmente
Può il sentimento più antico conciliarsi
con la moderna era del web e salvarsi?
Giulia Fresca al suo romanzo d’esordio
Un uomo e una donna alla ricerca della “formula” dei sogni.
Amore e libertà ai limiti del mondo reale, da Pellegrini editore
di Isabella Calidonna
L’amore, l’amicizia, le passioni e i sentimenti ai tempi del web, i mezzi moderni dell’informatica e quello che essa offre fanno da sfondo al libro Sognatore di Algoritmi (Luigi Pellegrini editore, pp. 376, € 20,00) di Giulia Fresca, amante della Storia, delle arti e delle culture, ingegnere, giornalista, poetessa, autrice di importanti saggi e pubblicazioni storiche, tecnico-scientifiche e narrative divenuti oggetto di conversazioni di notevole levatura. Vincitrice di concorsi di poesia nazionali, ha già visto pubblicati i suoi versi in antologie poetiche e il suo nome è presente nell’Enciclopedia dei Poeti Italiani contemporanei (Aletti editore, 2009). Se pur giovane, ha al suo attivo numerose interviste esclusive a personaggi del mondo dell’arte, del cinema, dell’architettura e della cultura.
In poche parole, come ella stessa ama definirsi, è «una donna moderna d’altri tempi» al suo esordio come scrittrice.

Un diario. L’intreccio di due vite
Il titolo, come ha più volte dichiarato la stessa autrice, è un ossimoro poiché il sogno è qualcosa di vago e indistinto mentre l’algoritmo è preciso e ben determinato, come si può riscontrare dalla sua definizione specifica: «un metodo per la soluzione di un problema adatto ad essere implementato sotto forma di programma». Ma, se questo termine viene avvicinato al senso del testo, ci si domanda come sia possibile trovare una formula per risolvere, avendo acquisito una sequenza di passi, il dilemma dell’esistenza umana.
Jodie e Antonejo, i protagonisti del libro, sono «sognatori di algoritmi che affidano ad un sistema la soluzione di un problema, immettendo pochi semplici dati e sperando di raggiungere un obiettivo che non sempre è quello atteso».
Il libro non è un romanzo tradizionale, né la banale narrazione di una storia d’amore, ma è molto di più. È un racconto che ti prende e ti trascina in un vortice di emozioni che rischiano di sopraffarti pagina dopo pagina. La sua intera struttura presenta dei tratti molto originali, come l’iniziale ambientazione in un futuro ormai prossimo, il 2035, e la scoperta in un vecchio cd rom – che a quella data sarà archeologia informatica – di un diario, che riporta a ritroso negli anni 2008/2009. Questo diario «non è una di quelle raccolte quotidiane di storie o sentimenti, rabbie ed emozioni, bensì un diario di bordo, un po’ sconnesso, di un corpo che viaggia nel tempo e nello spazio, nel mare delle umane miserie e nobili virtù, nelle turbolente correnti delle passioni e degli stati d’animo».
Parole lette attraverso un pc da due sorelle, Laurie e Désirée che, seppur lontane chilometri di distanza, grazie alla tecnologia possono in contemporanea godere della fascinosa lettura. È la stessa tecnica che offre ai due protagonisti, Jodie e Antonejo, la possibilità di incontrarsi casualmente e di conoscersi. Una donna e un uomo che non utilizzano chat, sms e webcam per comunicare, ma solamente email, che considerano come vere e proprie lettere, fatte di busta e francobollo, alle quali affidano sogni, profumi, speranze e lacrime, che inviano e alle quali pazientemente aspettano risposta. Antiche missive che sprigionano calore e una forte intensità emotiva. Antonejo, grazie a cinque parole digitate su un motore di ricerca – oscurità, Calabria, giornalismo, musica, dinamica – approda al blog di Jodie e, incuriosito da quello che vi trova scritto, decide, il 7 gennaio 2008, di contattarla inviandole la prima email.
«Ma chi sei?». Inizia così, con queste semplici parole, una corrispondenza che si farà man mano sempre più fitta fino a toccare alle volte il numero di dieci email scambiate in una giornata, tanto da far capire a entrambi quanto siano importanti e come l’uno completi l’altro. Anche se per pochissimo tempo, inizialmente Jodie sta sulle sue, ma ben presto Antonejo riuscirà a sciogliere questo blocco affascinandola sempre più con le proprie parole fino a che entrambi intraprenderanno un viaggio parallelo alla scoperta di sé e dell’altro. Si cercano, si vogliono, hanno bisogno l’uno delle parole dell’altro per confrontarsi, crescere, conoscere se stessi, capire i rispettivi mondi e riconoscere i propri limiti. Questo scambio epistolare sconvolge «meravigliosamente» la vita di entrambi. Per Jodie il quotidiano non esiste senza le parole e il pensiero di Antonejo. Allo stesso modo, la vita di quest’ultimo cambia perché «svuotata dal fascinoso modo di sognare di Jodie».

Un romanzo tra realtà e finzione
Le email offrono lo spunto per parlare di tematiche sensibili attraverso diversi allegati che Jodie invia ad Antonejo. Articoli realmente apparsi su il Quotidiano della Calabria che lei, giornalista della testata, gli fa leggere in anteprima. Incappiamo così in tematiche quali la guerra, l’emergenza rifiuti, la criminalità, il razzismo, la crisi nel Darfur, la Shoah, la legge Basaglia. Troviamo inoltre delle poesie, o «soffi dell’anima» come vengono descritti nel libro, e racconti semiautobiografici. Vi è un continuo rimando alla realtà e al vissuto in un gioco che spiazza il lettore.
Lei tra i due è quella più tenace, non molla perché sorretta da un sogno e da un forte sentimento. Il suo amore è generoso, alimentato dai sentimenti di lui, ma soffre per il distacco che diverse volte le dimostra, ne soffre fino a risentirne fisicamente, a differenza di Antonejo che, andando avanti nella lettura, dice e non dice, esprime malessere, distacco morale fino a non credere più in quello che lo aveva spinto a cercarla. Nei racconti che lei gli allega arriva persino a immaginare il loro incontro. Gli confessa di essere stata spesso sul punto di chiedergli di poter sentire la sua voce o vedere la sua immagine, diverse volte si chiede quale sia il colore dei suoi occhi, la forma del suo viso, il timbro della sua voce, ma lui le risponde scrivendole: «una mia foto, un filo di voce… o il mio cuore e il mio pensiero», così lei si persuade cedendo a una lotta impari.
Jodie scrive: «tu vedi il mio volto e leggi il mio sguardo, io devo solo fare breccia nell’immaginazione cercando di non associare a un lineamento un sentimento, a un timbro un verso… Spero che un giorno possa concretizzare la mia visione di te, ma al momento sono felice di conoscere il tuo animo, di capirlo, di seguirne il percorso, ed al tempo stesso di essere scoperta… pagina dopo pagina… come un libro». Chiede ad Antonejo cosa lo abbia spinto a conoscerla e cosa pensa realmente di lei e lui risponde scrivendole: «Ti ho cercato perché avevo bisogno di trovare un animo sensibile e una donna che sapesse darmi qualcosa di forte… ho avuto ragione ed ho trovato Jodie che mi ha fatto capire quanto sia difficile vivere la sofferenza, vivere oltre il presente e quanto sia bello sognare al suo fianco!».
Purtroppo Antonejo dopo un iniziale slancio nei confronti di Jodie, nella quale aveva sognato e sperato di trovare soluzioni vitali, si tira indietro conscio della propria debolezza, dell’impossibilità di vedere realizzato il proprio sogno d’amore, poiché ciò richiede tempo e desiderio che in lui si stanno esaurendo.
Lei si strazia nel non poterlo soccorrere, sa in cuor suo che il loro incontro potrebbe guarirlo, che potrebbero forse anche aiutarsi a vicenda. Ma questo non avverrà mai nella narrazione.
Jodie, nel mettere insieme le sue email, aveva un’idea ben precisa, quella di far conoscere alle due donne in apertura del romanzo – quasi sicuramente le sue figlie – chi fosse veramente la loro madre per ritrovare un’unione a distanza di anni. Sua volontà era anche custodire la testimonianza dell’amore vissuto con Antonejo, così da poter rileggere il loro “epistolario” a distanza di tempo e appassionarsi come la prima volta.
Il libro di Giulia Fresca è fortemente emozionale: amore, amicizia, rabbia, delusione, tristezza portano il più delle volte a identificarsi nelle parole che si leggono. Email dopo email, il testo sprona a proseguire la lettura, rendendo indirettamente sempre più incalzanti le domande: come finirà tra i due? il tanto sperato e sospirato incontro avrà luogo o rimarrà un magnifico amore platonico o, per così dire, “virtuale”?
Allo stesso tempo si ha modo di conoscere meglio il mondo interiore dell’autrice, la si scopre attraverso le parole scritte nelle email, negli allegati, nelle storie di donne che lei nel corso della corrispondenza racconta, e si viene così a capo di una personalità ricca, complessa ed enormemente sensibile che ci spinge a riflettere sul nostro passato, sul presente e sul futuro.
Il libro è un insieme di sentimenti e di vuoti mai colmati, «un piccolo scrigno dell’anima», come ha scritto qualche suo recensore, frutto di un’autrice di «fantastiche gocce di vita vissuta».

Isabella Calidonna

(direfarescrivere, anno VI, n. 58, ottobre 2010)
Invia commenti Leggi commenti  

Segnala questo link ad un amico!
Inserisci l'indirizzo e-mail:

 


Direzione
Fulvio Mazza (Responsabile) e Mario Saccomanno

Collaboratori di redazione
Ilenia Marrapodi ed Elisa Guglielmi

Direfarescrivere è on line nei primi giorni di ogni mese.

Iscrizione al Roc n. 21969
Registrazione presso il Tribunale di Cosenza n. 771 del 9/1/2006.
Codice Cnr-Ispri: Issn 1827-8124.

Privacy Policy - Cookie Policy